Battipaglia città cardioprotetta, ora si può

Ogni anno muoiono 60.000 persone in Italia, 5.000 in Campania, per arresto cardiaco, questo è il dato allarmante rilasciato dal Ministero della Sanità.

Il 70% di queste potrebbero essere salvate con l’intervento tempestivo di una persona esperta. Al contrario, con il passare di ogni minuto dall’episodio, le possibilità di sopravvivenza si abbassano del 10%. Da sottolineare che l’80% dei casi di arresto cardiaco improvviso avviene fuori dagli ospedali. Questo male silenzioso non riguarda solo i cardiopatici: può colpire chiunque, giovani e meno giovani in apparente stato di salute. Proprio la settimana scorsa un operaio di Pellezzano è stato colpito da arresto cardiaco al cimitero di Battipaglia, perdendo la vita.

Cosa si può fare per evitare che simili casi si ripetano? Come è possibile progettare interventi per fronteggiare queste emergenze?

Ora si può. L’idea è stata presentata al convegno “Battipaglia città cardioprotetta ideale” presso il salotto comunale di Battipaglia lo scorso venerdì 19 Febbraio, organizzato dalle associazioni “A717 Battipaglia & Oltre” e Gi.Vi. “Giovani Vincenti” e fortemente voluto dalla direttrice della BCC di Aquara Dr.ssa Giuseppina Marchione.

Il progetto “Battipaglia città cardioprotetta”, presentato da Giuseppe Battipaglia e Vincenzo Nigro, a cura di Marcellino Vitolo, mira alla realizzazione di una rete della sopravvivenza a copertura dell’intero territorio cittadino e prevede: l’installazione di 10 DAE, defibrillatori semiautomatici esterni, dislocati in funzione dei flussi cittadini, della distribuzione dei centri di aggregazione e d’interesse delle varie comunità e delle densità abitative, e l’avvio di corsi di formazione laici BL-SD destinati ai cittadini lavoratori e residenti nelle zone limitrofe, affinché possa essere garantito il tempestivo intervento in attesa del 118. In tal modo la città si doterebbe, come altre in Campania e in Italia, degli strumenti e delle competenze tali da consentire di fatto il perseguimento dello scopo, salvare un vita.

Fil rouge dell’iniziativa è stata la passione di Giuseppe Battipaglia ideatore del progetto e la voglia di sensibilizzare i cittadini alla prevenzione delle malattie cardiache, attraverso la cultura dei corretti stili di vita e l’apprendimento delle manovre di primo soccorso, cosicché ogni cittadino possa diventare l’angelo custode della propria comunità.

All’iniziativa hanno preso parte figure esperte del settore sanitario-ospedaliero, della sicurezza, della pianificazione urbanistica ed importanti rappresentanti delle istituzioni locali e statali, tra cui il Dott. Attilio Naddeo, il Capitano della Compagnia dei Carabinieri di Battipaglia Erich Fasolino, il presidente dell’associazione Associttadino Carmine Carbone, il Dott. Emilio Maiorano e l’Arch. Nicola Vitolo. Questa assise ha sottolineato l’importanza della concreta realizzazione del progetto, capace di migliorare la qualità e le aspettative di vita dei nostri concittadini, grazie all’impegno delle proprie competenze ed un semplice e piccolo contributo da parte di ognuno di noi.

Nelle prossime settimane i ragazzi delle associazioni promotrici, Gi.Vi. e A717 Battipaglia & Oltre, daranno vita ad una serie di iniziative per consentire a privati cittadini, alla società civile e agli imprenditori di contribuire a questo progetto di vita comune. Il primo contributo è giunto dal Centro San Luca con la donazione del primo defibrillatore. Speriamo sia il primo passo di una città dal cuore grande.

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